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    Contents
  1. Il commissario Montalbano: i nuovi episodi presentati da Luca Zingaretti a Sanremo
  2. COMMISSARIO MONTALBANO, TORNA SU RAI1 IL PROSSIMO 18 FEBBRAIO. TRAMA EPISODIO
  3. Si girano i nuovi episodi de Il Commissario Montalbano, troupe avvistata a Donnalucata
  4. Il commissario Montalbano: i nuovi episodi presentati da Luca Zingaretti a Sanremo

il commissario montalbano e il giovane montalbano una raccolta in formato avi da scaricare qui di seguito. il commissario montalbano una raccolta di episodi in . Tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, la fiction racconta le vicende di Salvo Montalbano, commissario di polizia nella città siciliana di Vigata. Per tutti gli altri episodi, cliccando sul titolo è possibile leggere le schede - se presenti - pubblicate sul sito Palomar (Il Commissario Montalbano / Il giovane. Chi si collega su BremenHobbies.us è in grado di scaricare sul suo PC (o sedia) gustandoci un altro episodio del “Commissario Montalbano”. Salvo Montalbano è il commissario di polizia di Vigata, dal carattere burbero, ma Wstream · Il Commissario Montalbano 01x01 Il Ladro di merend.. download.

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Commissario Montalbano. Trama prossimo episodio 18 febbraio Per girare alcune scene sono state reclutate le comparse nei centri siciliani che ospitano gli immigrati sbarcati dalle navi delle Ong, con la preparazione di catering particolari che rispettassero le credenze religiose di ciascuno. Se lo conoscesse, avrebbe più rispetto di coloro che sono costretti a imbarcarsi su gommoni destinati a naufragio sicuro: persone che, alla vita che vivono, preferiscono il rischio di morte.

E lui che parla tanto dei suoi bambini non prova nulla davanti ai cadaveri che galleggiano in mare?

Odia le gerarchie, ma fa parte della piramide. Ribelle con i superiori, di cui detesta l'arroganza, con i suoi sottoposti non è meglio. I brani che accompagnano i titoli di testa e di coda , rispettivamente Curri, curri e Vuci mia cantannu , sono di Andrea Guerra e interpretati in lingua siciliana da Olivia Sellerio che nella seconda stagione è anche autrice e interprete di sei canzoni originali, anch'esse in siciliano, inserite all'interno degli episodi.

Il commissario Montalbano: i nuovi episodi presentati da Luca Zingaretti a Sanremo

Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il giovane Montalbano. Stessa sorte anche per il prequel? Altri progetti Wikimedia Commons. Portale Televisione : accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione.

Categorie : Serie televisive iniziate nel Serie televisive terminate nel Serie televisive italiane Serie televisive gialle Serie televisive poliziesche Serie televisive di Rai 1 Serie televisive ambientate in Sicilia Salvo Montalbano. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra.

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Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi de Il giovane Montalbano prima stagione. Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi de Il giovane Montalbano seconda stagione. Prima stagione. In testa, come il pisci dell'altro lunedi'. Pero' e' un posto solitario. Ecco il bossolo. Erano identici. Era scritto su un pezzo di carta a quadretti con la biro, i caratteri erano a stampatello. Forse voleva scrivere: "Continuo a contrariarmi".

Forse questa pirsona e' contrariata per qualche ragione, che ne saccio, le tasse, la mogliere che gli mette le corna, un figlio drogato, cose accussi'. E allora piglia e si sfoga.

No, Fazio, qua c'e' scritto proprio "contrarmi". Da questo pizzino possiamo pero' intuire il contenuto del primo, quello che non hai potuto leggere perche' si era vagnato. Qua dice: "continuo". E a mia le cose che non sono ragionate m'impressionano. Aspettiamo che questo signore finisce di contrarsi e poi vediamo.

Ma proprio proprio il pollo non ti piace? Aveva dormito bene, per tutta la nottata una friscanzana leggera e danzante che veniva dalla finestra aperta gli aveva puliziato i purmuna e i sogni.

Si susi' dal letto, ando' in cucina a prepararsi il cafe'. Aspittando che colasse, nisci' sulla verandina. Il cielo era netto, il mare piatto e come ripassato di colore fresco. Qualichiduno lo saluto' da una barca, rispose isando un vrazzo. Ritrasi', verso' il cafe' in un cicarone da latte, se lo scolo', addrumo' la prima sigaretta della jornata senza pinsari a nenti, la termino', ando' sutta la doccia, s'insapono' coscienziosamente.

E appena l'ebbe fatto, capitarono due cose nello stesso momento: fini' l'acqua del serbatoio e squillo' il telefono.

Santiando, rischiando di sciddricare a ogni passo per il sapone che gli colava dal corpo, corse all'apparecchio. Tra l'altro il sapone, asciucandosi, principiava a fargli chiurito.

Proprio la stisa pricisa identifica voci di suo fratelo gimelo Arturo tiene! Ma perche' parli accussi'? Ma a te che ne fotte, Catare'? Macari i milanesi di Torino fanno gli sbagli loro. Difficile assa' mi avveniva di parlari tinendomi accussi'! Lui sta per arrivando qua. Ne verso' la meta' nel lavabo, meglio non consumarla tutta, chissa' quando si sarebbero degnati di ridarla, l'acqua, a fatica arrinisci' a scrostarsi il sapone vetrificato.

Lascio' il bagno sporco, una vera fitinzia, sicuramenti la cammarera Adelina gli avrebbe mandato mortali gastime e sentiti aguri di mala annata. Arrivo' in commissariato contemporaneamente a Fazio. Montalbano si squieto', macari pirchi' sentiva un chiurito insistente in quella parte del corpo sulla quale si era assittato per guidare.

E non gli pariva cosa decente dare, alla parte, una furiosa grattata. Si vede che non era arrinisciuto a liberarsi di tutto il sapone impiccicato. Ma quale Tani e Tani! Io dissi a Catarella di riferirle che avevano ammazzato a un cani! Questa pirsona travaglia seguendo una scadenza settimanale e sempre nella nottata compresa tra la domenica e il lunedi'" commento' il commissario trasendo nel suo ufficio.

Fazio s'assitto' in una delle due seggie davanti alla scrivania. Ha una casuzza in campagna con l'orto e qualche armalo.

Una decina di galline, qualche coniglio. Lui stava dormendo, e' stato arrisbigliato dal colpo di pistola. Allora si e' armato e Ha il porto d'armi. Ha visto subito il cane morto e un attimo dopo ha sentito il rumore di una macchina che partiva. Era la mezzanotte e trintacinque. Mi ha contato che ha passato il resto della nottata a chiangiri. Ci era assa' affezionato, al cane. Poi, quando si e' fatto giorno, e' venuto qua.

E io sono andato con lui a vedere. Dice che non riesce a capacitarsi perche' gli hanno ammazzato il cane. Lui sostiene di non avere nemici e di non avere mai fatto torto a nisciuno. IL venticello di stanotte l'aveva portato lontano.

Solito quarto di foglio di carta quadrettata, solita biro. Si era fatto una misata di vacanza in Germania, ospite di una picciotta di Amburgo che aveva la 'stati avanti accanosciuto alla pilaja. Poi, taliando in faccia gli altri due, si fece pirsuaso che c'era qualichi cosa di strammo.

E gli conto' tutta la facenna. Augello lo talio'. Non gli pariva giusto chiamarle vittime. Un pesce, un pollo, un cane.

La prossima volta, vedrete, ammazzera' una pecora. Erano le dieci di sira e Livia, come al solito, spaccava il secondo. A che ora arrivi domani? Anzi, nella telefonata della sera prima le aviva detto che, essendo tornato Mimi' dalle vacanze, si sarebbe potuto trattenere macari il lunedi'. Allora perche' gli venne fatto di rispondere come rispose? Mi e' capitato che Voce di Livia proveniente dalle parti della Groenlandia del nord.

Bene, mi e' tornato all'improvviso un dolore che E riattacco'. Montalbano s'infurio'. Va bene, le aveva contato una farfantaria, ma metti che il malo di denti ce l'avesse avuto pi davero, era quello il modo di rispondere di una fimmina innamorata?

A uno che arraggia per il duluri? Ma almeno una parola di compatimento, Cristo santo! Torno' ad assittarsi nella verandina spiandosi pirchi' aviva detto a Livia che non sarebbe piu' andato a trovarla. Fino a un secondo prima era deciso a partire, poi quelle parole gli erano nisciute dalla vucca accussi', senza controllo, senza che se ne rendeva conto. Un attacco incontrollato di lagnusia, vale a dire un'irresistibile voglia di non fare nenti di nenti, standosene a tambasiare casa casa in mutande?

No, provava veramente gana di aviri Livia allato a lui, sentirla vivere, sentirla respirare nel letto addrummisciuta, sentirla trafichiare, sentirla ridere, sentire la sua voce che lo chiamava dalla spiaggia o dall'altra cammara.

E allura pirchi'? Una botta di sadismo, come spisso capita tra innamorati? No, non era cosa che apparteneva alla natura so'. Possibile che aviva fatto una cosa senza senso, irrazionale? Lontano, al limite dell'udibilita', un cane abbaio'. E tutto 'nzemmula fiat lux! Eccola, la spiegazione! Assurda, certo, ma indubbiamente era quella.

Un attimo prima di andare al telefono e rispondere a Livia aviva sintuto lo stesso abbaio di cane. E dintra di se', a livello quasi inconscio, aviva capito che era venuto il tempo di occuparsi seriamente della facenna del pisci, del pollo e del cani assassinati. Le frasi scritte su quei pizzini di carta quatrittata contenevano certamente una minaccia oscura, indecifrabile, ma reale. Cosa sarebbe capitato quando quel pazzo avrebbe finito, come diceva lui, di contrarsi? E inoltri quel verbo, contrarsi, in che senso andava pigliato?

Ando' a taliare sull'elenco il numero della "Sirenetta", lo fece. C'e' il signor Ennicello? Si sentivano voci animate, risate di mascoli e fimmine, scruscio di posate e bicchiera, le note di un pianoforte, una voce fimminina che cantava. Le telefono a proposito del pesce dell'altro giorno Non era fresco?

Manco sutta tortura! Vede, nel primo momento mi preoccupai, ma dopo, riflettendoci a mente fridda, mi feci pirsuaso che era stata tutta una babbiata Poteva, che so, passare la vigilanza notturna, accorgersi di un estraneo armato nel ristorante Pero', vede, per fare uno scherzo che arrinesci bene qualcosa bisogna rischiare. Signor Ennicello, secondo lei la scelta del tipo di pesce da ammazzare fu voluta o casuale? Mi spiega come fece quell'uomo a tirare fora dalla vasca il muletto?

Col coppo piglio' tri pesci. Scelse quello forse perche' era il piu' grosso di tutti. Gli sarebbe venuto difficile tenerli in mano mentri erano vivi. Poi ha pigliato il muletto e ha rigettato gli altri due nella vasca. Secondo lei ha pigliato il muletto perche' era il piu' grosso, ma le ragioni potrebbero essere altri, non le pare? A che ora ha chiuso il ristorante la sera avanti del fatto? Quindi, munito di un foglio e di una biro, torno' ad assittarsi nella verandina. Per il momento, meglio sorvolare.

Scrisse le iniziali di ogni armalo ammazzato. PPC Non aveva senso. E non aveva manco senso se alla p di pesce sostituiva, la e di cefalo. CPC E meno che mai se alla e di cefalo sostituiva la m di muletto. Mentri Montalbano s'arramazzava nel letto per arrinesciri a pigliari sonno doppo una mangiata quasi industriale di sarde a beccafico, l'omo, nella sua cammara granni tutta tappezzata da scaffalature stracolme di libri e la cui unica splapita luce era data da un lume da tavolo, iso' l'occhi dal libro antico e preziosamente rilegato che stava leggendo, lo chiuse, si levo' gli occhiali, si appoggio' allo schienale della poltrona di legno.

Resto' qualche minuto accussi', passandosi di tanto in tanto due dita sull'occhi che gli abbrusciavano. Doppo, con un sospiro funnuto, rapri' il cascione destro della scrivania. Dintra, in mezzo a carte, gomme da cancellare, chiavi, vecchi timbri, fotografie, c'era la pistola.

La piglio', estrasse il carricatore vacante. Circo' con la mano ancora piu' a fondo sempre nello stesso cassetto, trovo' la scatola delle cartucce, la rapri'. Ne restavano otto. Sorrise, bastavano e superchiavano per quello che aviva in mente di fare. Introdusse una sola cartuccia nel carricatore, una sola, come sempre faciva, rimise a posto la scatola, chiui' il cascione. La pistola se l'infilo' nella sacchetta destra della giacca sformata. Tastio' la sacchetta di mancina: la torcia era al suo posto.

Talio' il ralogio, si era gia' fatta la mezzanotti. Per arrivare al posto stabilito sicuramente ci sarebbe voluta un'orata, il che veniva a significare che avrebbe potuto agire all'ora giusta. Si rimise gli occhiali, straccio' un rettangolino di carta da un quaderno a quadretti, ci scrisse supra con una biro, si mise il pizzino nel taschino della giacchetta. Appresso si susi', ando' a pigliare l'elenco telefonico, lo sfoglio' fino alla pagina che l'interessava.

Doviva essiri piu' che sicuro che l'indirizzo era quello giusto. Doppo rapri' la carta topografica che teneva a portata di mano sulla scrivania, controllo' il percorso da fare partendo dalla so' casa. No, forse ci avrebbe messo qualichi cosa di piu' che un'orata.

Ando' alla finestra, la rapri'. Una vintata fridda lo piglio' in piena faccia, lo fece arretrare. Non era cosa di nesciri col solo vistito.

Quanno monto' in machina aviva un impermeabili pisanti e un cappello nivuro. Mise in moto ma doppo qualichi rantolo il motore si fermo'. Stesso risultato. Riprovo' ancora e il motore ancora s'arrefuto'.

Si senti' sudare. Se la machina si era definitivamente scassata, tutto quello che aviva in testa di fare non poteva essere fatto. E allura?

Saltare l'avviso di quel lunedi'? No, sarebbe stato un gesto di slealta' e lui non poteva, proprio per sua natura, commettere slealta'. Non restava che rimandare, ricominzare daccapo. Ma se fossero scaduti i termini? Sarebbe riuscito a compiere l'eccezionale impresa di contrarsi? Perso era. Riprovo', dispirato, e stavolta il motore, doppo qualichi colpo di tosse, s'addecise a partire. Mimi' Augello c'inzirto' e ci sbaglio'. C'inzirto' in quanto alle dimensioni della, diciamo accussi', nova vittima, ci sbaglio' invece in quanto non si trattava di una pecora.

La matina di lunedi' 13 ottobriro, Fazio s'arricampo' in commissariato con la novita', che poi non era per niente una novita', che era stata ammazzata una capra. Solito colpo di pistola in testa, solito bossolo, solito pizzino.

Nella cammara del commissario aleggio' un silenzio denso e perplesso. D'altra parte, gli attoccava: era lui il capo. La proporro' per un encomio solenne al signor Questore. Quanno il commissario era d'umore accussi' agro, la meglio era di starsene con la vucca chiusa. Parlava a mezza voce pirchi' piu' che altro stava ragionando con se stesso.

Se voleva farci sapere solo che si stava contraendo, qualisisiasi cosa significa per lui contrarsi, non aveva bisogno di correre da un posto all'altro di Vigata e dintorni ammazzando ogni volta un armalo diverso. Perche' cangia armalo? Fammi un esempio. Dico la prima cosa che mi passa per la testa. Per esempio, potrebbe essere Partito Popolare Cristiano-Comunista. Ma fammi il piacere! Calo' altro silenzio. Augello s'addrumo' una sigaretta, Fazio si fisso' sulla punta delle scarpe. Insomma, mentri tu eri fora da questo nostro bel paese, un ministro s'e' svegliato una matina e si e' preoccupato per la nostra salute.

Se vuoi continuare a fumare, te ne vai a fare due passi strata strata. Si era sfogato per l'umore nivuro che quel cretino che andava ammazzando armali gli aveva fatto viniri. Era passata un'orata scarsa che per tutto il commissariato rimbombo' la voce di Montalbano. A solo taliare in faccia il commissario, Augello e Fazio si fecero persuasi che qualche ingranaggio si era messo in moto dintra al so' ciriveddro.

Stava infatti facendo una specie di surriseddro. Aspetta, se lo sai fammi solo segno di si' con la testa, non parlare. Comincia con la lettera o. Mimi' Augello fece una breve e ironica battutina di mano e doppo spio': "Hai finito di fare giochi di prestigio? E noi sbagliavamo a pinsari che il messaggio lo stava componendo con gli armali ammazzati. E io stamatina mi spiai perche' non fosse tornato dal signor Contino invece di andare a sdirruparsi a venti chilometri di distanza per cercare un'altra capra.

Ora ho capito. Gli abbisognava un cognome che principiava con la vocali o! Il suo tono era tra il nirbuso e l'angosciato. Macari Fazio talio' il commissario con gli occhi di un cane che voli l'osso. Montalbano allargo' le braccia. Perche' la prossima volta, ne sono piu' che pirsuaso, ammazzera' a qualcuno" insistette Mimi'. Montalbano allargo' nuovamente le braccia. Poi: me lo spieghi tu che minchia possiamo fare?

Costruiamo un'arca come Noe', ci mettiamo dintra tutti gli armali e aspettiamo che l'omo venga ad ammazzarne uno? Terzo: non e' detto, non e' scritto da nessuna parte che la prossima volta spara a un omo. Lui ammazzera' un cristiano solo alla fine del messaggio.

Fino ad ora ha scritto la prima parola, che e' "ecco". La frase dvidentemente non e' finita. Non sappiamo quanto sara' lunga, quante parole ci vorranno. Vi consiglio di armarvi di santa pacienza. A vederseli davanti a quell'ora di primo matino a momenti a Catarella gli piglio' il sintomo. Che successe, ah? Che capito', ah? Montalbano disse che non aviva chiuso occhio per una forti acidita' di stomaco, Mimi' Augello spiego' che aviva dovuto accompagnare al trino un amico so' che era venuto a trovarlo, Fazio che era stato obbligato a nesciri presto per accattare l'aspirina a so' mogliere che aviva tanticchia di fevri.

Ma di comune accordo lo mandarono a pigliare tri cafe' ristritti dal bar vicino ch'era gia' aperto. Vivuto il cafe' in silenzio, Montalbano s'addrumo' una sigaretta. Augello aspetto' che tirasse la prima vuccata e quindi diede il via alla sua privata vendetta. Al terzo tiro, senti' squillare il telefono. Torno' dintra con la velocita' di una palla allazzata.

E si vennero a trovare tutti e tri contemporaneamente, Montalbano, Fazio e Augello, a voler trasire in quel vero e proprio pirtuso ch'era l'ingresso del centralino che a sua volta era un vano tanticchia piu' granni di un ripostiglio per le scope.

Principio' una specie di lotta a spallate. Atterrito per l'irruzione, Catarella si fece erroneamente pirsuaso che quei tri ce l'avessero con lui. Lascio' cadere la cornetta che stava sollevando, si susi' di scatto con gli occhi sbarracati, si addosso' con le spalle alla parete e, le mani isate in alto, grido': "Mi arrenno!

Cu e' ca palla? Rompitivi l'osso del coddro e accurrite! Di quali armalo palla? Che e', 'mbriacu di prima matina? Chi lu veni a cuntari a mia, me' maritu, 'u pirchi'? Fazio nisci' murmuriandosi e, a sua volta, ordino' a Galluzzo, che era appena arrivato in commissariato, di andare con lui. La signora Agata De Dominici, cinquantina sicca sicca che pariva la personificazione della caristia, appena vitti i due addecise d'abbattersi in lagrime sul petto capace di Galluzzo.

Conto' ai due esausti rappresentanti della legge contrada Cannatello si trovava allo sdirrupo, avevano dovuto farsi tri quarti d'ora di strata a piedi pirchi' con la machina non ci si arrivava che il marito, nisciuto di casa alle cinco e mezza del matino per badare alle vestie, era rientrato deci minuti doppo che pariva addivintato pazzo, una stampa e una figura con Orlando, quello dell'opira dei pupi, aviva i capiddri dritti in testa, santiava che manco un turco arraggiato, dava tistate al muro.

Lei gli andava appresso addimandandogli che era capitato, ma lui pariva addivintato surdo, non ci dava risposta. A un certo momento si mise a fare voci che lui stavolta ad Armando non gliela faciva passari in cavallaria, ci sparava, quant'era veru 'u Signuruzzu.

E difatto aveva pigliato il fucile che teneva a capo di letto ed era nuovamente nisciuto. Non nesci cchiu' dal carzaro! Pi sempri si consumo'! Non me lo disse! Quanno arrivarono sul posto, si vennero a trovare dintra a una scena di pillicola miricana di cobbois. Dall'unica finestra di una casuzza rustica, qualichiduno tirava revorbarate contro un viddrano cinquantino, chiaramenti Ciccio De Dominici, che, appostato darre un muretto, ricambiava con fucilate le revorbarate sparate dalla finestra.

Troppo occupato nel duello, De Dominici non si adduno' dell'arrivo alle sue spalle di Fazio che gli sato' addosso arriniscendo macari, quando quello si volto', a mollargli un gran cazzotto nella panza. Mentri tentava di ripigliare sciato, Fazio l'ammanetto'. Intanto Galluzzo faceva voci: "Polizia!

Armando Losurdo, non sparare! Jativinni o sparu macari a vui! Uno sgambetto di Galluzzo l'atterro'. Intanto Losurdo gridava: "Non lo saccio che gli piglio' a questo pazzo!

S'apposto' e accominzo' a spararmi. Io nenti gli feci! Lo giuro sulla testa di me' matri! De Dominici si era intanto messo agginocchiuni, ma la raggia che aviva era tanta che non ce la faceva a parlare, le parole gli si affollavano nella vucca, gliela attuppavano e si trasformavano in bava. La faccia gli era addivintata di colore viola.

U sceccu! Mortu sparatu! Un colpo in testa! E fu iddru, stu garrusu e figliu di buttana, ad ammazzarimillu! Fazio arrivo' alla casuzza di De Dominici sudato e senza sciato. Lo sceccu stava ancora attaccato con una corda a un arbolo nelle vicinanze, ma era stinnicchiato 'n terra, ammazzato. Un filo di sangue gli nisciva da un'orecchia.

Trovo' subito il bossolo, praticamente mente tra le zampe della vestia, e, a occhio, gli parse uguale ai precedenti. Ma del biglietto non c'era traccia. Mentri stava a circarlo nei paraggi, capace che il vinticeddro di primo matino se l'era portato appresso, a una finestra della casuzza s'affaccio' la signora De Dominici. E si scatino' l'iradiddi', il quarantotto, il viriviri'. Macari a distanza, Fazio percepi' il botto del corpo che cadiva 'n terra. Si mise a curriri, trasi' nella casuzza, acchiano' una scala di ligno, trasi' nell'unica cammara sopraelevata che era quella di letto.

La signora De Dominici stava sutta la finestra, sbinuta. Che fare? Fazio le si agginocchio' allato, le diede due schiaffetti leggeri: "Signora! Allura scinni' la scala, ando' al focolare, piglio' un bicchiere, lo inchi' da un bummolo, risali', assuppo' d'acqua il fazzoletto, lo passo' e lo ripasso' sulla faccia della fimmina continuando a chiamarla: "Signora! Non ammazzo' ad Armando? Per evitare che i due si pigliassero a botte, Galluzzo li aviva ammanettati e li faciva caminare a cinco passi di distanza l'uno dall'altro.

Lascio' perdiri la signora, che del resto pariva essersi ripresa benissimo, e raggiunse il trio. Coll'aiuto dei due viddrani e di Galluzzo arrinisci' a spostare la carcassa dell'asino. Sutta c'era un pizzino di carta a quadretti. Fazio s'arramazzo' in commissariato per riferire della nuova impresa dell'ammazzatore d'armali, ma non ebbero tempo di considerare bene la facenna e di ragionarci sopra tanticchia. Si lo sdimentico'? Ora ora tilifonarono da Montelusa ca l'aspittano! Subito doppo rimise la testa dintra: j "Parlatene intanto voi.

Fazio s'assitto'. Datosi che il dottori e' asente, lo passo a lei di pirsona? Mi dica. Ora io mi domando e dico: quando la farete finire questa grandissima camurria? E quindi, in media una volta ogni quinnici jorna, al termine di una rituale sciarriatina che veniva sintuta macari nelle strate vicine, il ragioniere scocciava il revorbaro che teneva sempre in sacchetta e sparava tri o quattro colpi verso la consorte mancandola regolarmente.

La signora Romilda manco si scansava, continuava a fare i fatti so' mentri i colpi rimbombavano limitandosi pacatamente a dire: "Qualichi volta m'ammazzi supra u seriu, Giugiu'.

COMMISSARIO MONTALBANO, TORNA SU RAI1 IL PROSSIMO 18 FEBBRAIO. TRAMA EPISODIO

Se macari la sua signora e' la reincarnazione di Messalina, mi spiega quando trova l'occasione, il tempo di metterle le corna? Mi risulta che non esce mai sola da casa, che lei non la molla di un passo, l'accompagna sempre, alla Messa, alla spesa E inoltri lei stesso esce solo per cinque minuti, va ad accattare i giornali e torna.

Allora, me lo dice quando e come s'incontra con i suoi amanti? Disarmo' il ragioniere al quale del resto non passava manco per l'anticamera del cervello d'opporre resistenza , sequestro' l'arma e piglio' la decisione di ammanettare lo sparatore alla testata del letto: "Passo stasira a liberarla. Il diuretico pigliai! E se la signora non l'aiuta, come io le consiglierei di fare, vuol dire che si piscia addosso. Ho preferito convocare lei da solo e dedicarle la mattinata.

Non credo lo faccia in malafede, pero'. Stavolta si trattava delle misure da pigliare in vista di nuovi sbarchi clandestini di extracomunitari. La parlata duro' tri ore e passa, pirchi' ogni tanto Montalbano si sentiva in dovere d'interrompere. Se vuole usarmi la cortesia di ripetere Quando il questore, sconsolato, lo congedo', il commissario incontro' nel corridoio il dottor Lattes, il capo di Gabinetto, soprannominato "Lattes e mieles" per il suo modo di fare pericolosamente favuso.

Lattes affirro' Montalbano per un braccio e se lo tiro' sparte. Doppo si susi' sulle punte dei piedi per sussurrargli all'orecchio: "La sa la novita'?

Lei parteciperebbe a un bel regalo d'addio, un pensiero affettuoso che io credo potrebbe consistere in Nisci' dalla Questura cantando La donna e' mobile, tanta era la contintizza per la notizia del prossimo trasferimento di Bonetti-Alderighi.

Festeggio' alla trattoria San Calogero con una gigantesca grigliata di pisci. Poterono finalmenti tornare a riunirsi alle cinco di doppopranzo.

Secondo me la frase intera sara': "Ecco Dio"" disse subito Montalbano. Due li tengono alla periferia del paisi. E invece il nostro omo se lo e' andato a cercare allo sdirrupo, lo scecco da ammazzare. E perche'? Perche' il suo proprietario, De Dominici, ha un cognome che principia con due lettere d.

Che equivalgono, volendo, a una D maiuscola. Con i fanatici religiosi e' meglio non averci a che fare, come dice Fazio, quelli sono capaci della qualunque. Ho sempre letto e sentito dire che Dio si manifesta nella sua grandezza, nella sua potenza, nella sua magnificenza, mai nella sua piccolezza.

Contrarsi, sino a prova contraria, significa rimpiccolirsi. E cioe' che ammazza in crescenza. Questo mi preoccupa.

Un pesce, un pollo, un cane, una capra, un asino. E ora a quale armalo tocca? La matinata di lunedi' 27 ottobriro s'appresento' veramente fitusa, vento, lampi e trona. Montalbano, che aveva dormito malamente a causa di un eccesso di calamari e di purpitelli, una parte fritti e una parte a oglio e limone, decise di arristarsene corcato tanticchia piu' del solito. Gli era venuta una tale botta d'umore malo che se avesse incontrato qualichiduno che gli rivolgeva la parola, sarebbe stato capacissimo d'aggramparlo.

Tanto, se c'erano novita', figurati se dal commissariato non si apprecipitavano a scassargli i cabasisi. S'appinnico' senza rendersene conto e s'arrisbiglio' verso le nove. Vuoi vedere che aveva il telefono staccato? Ando' a taliare, tutto regolare. Vuoi vedere che dal commissariato l'avevano chiamato e non aveva sintuto gli squilli?

La matinata di quel lunedi' Montalbano, Augello e Fazio la passarono praticamente a curriri dintra al centralino appena sintivano il primo squillo di telefonata, facendo ogni volta venire i sudori friddi a Catarella che non si accapacitava di tutto quell'interesse. Di ora in ora il nirbusismo dei tri crisciva tanto che, a scanso di qualiche feroce azzuffatina, il commissario decise di andare a casa a mangiare. A casa e non in trattoria perche' il sabato passato aveva trovato un biglietto della cammarera Adelina: Totori, alluniddi' ci apripparo la pasta ncasciatta.

La pasta 'ncasciata! Un piatto che uno gemeva di godimento a ogni forchettata, ma che Adelina gli faceva trovare raramente dato che ci voleva il tempo so' a pripararlo.

Visto che il vento si era abbacato, mangio' nella verandina in mezzo a lampi e trona. Ma, davanti a quella grazia di Dio che gustava non solo con il palato, ma con tutto il corpo, del malo tempo altamente se ne stracatafotteva.

Poiche' il signor ministro, bonta' sua, permetteva al cosiddetto libero cittadino di fumare dintra alla so' casa, rapri' il televisore sintonizzandolo su Retelibera che a quell'ora trasmetteva il notiziario, si stinnicchio' in poltrona e si addrumo' una sigaretta.

Aviva gli occhi a pampineddra, pinso' che forse una mezzorata di sonno gli avrebbe fatto bene. Si allungo' in avanti per astutare il televisore, stese il braccio e si paralizzo' col culo a mezz'aria.

Sullo schermo c'era un elefante morto, la telecamera fece una lenta panoramica lungo la testa della vestia, zumo' su un enorme occhio sgarrato da un proiettile. Aumento' il volume. Nella giornata di domenica, oltri alla matinee per i bambini, ha effettuato una rappresentazione pomeridiana e una serale. Tutto si e' svolto regolarmente. Verso le ore tri di questa mattina, il signor Ademaro Ramirez, direttore del circo, e' stato svegliato da un inconsueto barrire proveniente dalla gabbia degli elefanti che e' vicina alla sua roulotte.

Alzatosi e recatosi alla gabbia, immediatamente ha notato che uno dei tri elefanti stava disteso su un fianco e in una posizione anormale, mentri gli altri due animali apparivano assai agitati. In quel momento sopraggiungeva la domatrice, anche lei svegliata dai barriti, la quale faticava molto a calmare i due animali pericolosamente innervositi. Quando riusciva a entrare nella gabbia, la domatrice si rendeva conto che l'elefante rimasto a terra, di nome Alacek, era stato ucciso da un solo colpo di pistola sparategli con estrema precisione e freddezza nell'occhio sinistro.

Ripiglio', sempre fuori campo, la voce del giornalista mentri venivano inquatrati altri armali del circo. Le indagini sul misterioso episodio La prima cosa che fece fu di telefonare a Mimi' Augello. Tra un'ora al massimo al commissariato. A Fiacca, apparteneva a un circo.

E' stato trovato il pizzino. Tu mi pare che sei amico del maresciallo Adragna. Ah, e dato che ci sei, vedi se ti da macari il pizzino. Se la sua teoria era giusta, e lui sentiva che era giusta, all'ammazzatore d'armali abbisognava un nome che iniziava con la vocale i.

Allora che ci trasiva il Circo delle Meraviglie? E macari il nome dell'elefante principiava con la a. E allora? La risposta l'ebbe quasi subito. Sulla facciata laterale di una delle prime case di Vigata c'era un granni manifesto colorato.

Con la coda dell'occhio gli parse di vedere il disegno di un clown. Fermo', scinni', ando' a taliare. Era la pubblicita' del Circo delle Meraviglie e doveva trovarsi li' da qualche giorno perche' era tanticchia strapazzata dal malottempo.

Annunziava che il circo sarebbe stato a Vigata il 20 ottobre. Troppo tardi per l'ammazzatore. Pero' c'era il calendario della tournee in provincia e da li' quello che si credeva Dio, o che pinsava di averci a che fare, era venuto a canuscenza della data della rappresentazione di Fiacca.

Nel manifesto faciva naturalmente spicco l'elenco delle attrazioni: al secondo posto c'era, a littri dorate, il nome di Irina Ignatievic, star del Circo di Mosca, domatrice di elefanti. La littra i da mettiri doppo la d. A questo punto non c'era dubbio che la parola completa sarebbe stata "Dio". L'uomo che si credeva Dio, o che pinsava di averci a che fare, aviva liggiuto il manifesto e aviva provveduto d'urgenza. Quale meglio occasione poteva capitargli? Ma cogliere quell'occasione non doviva essere stata imprisa facile, i rischi che comportava erano enormi e tali da compromettere il progetto che aviva in testa.

Bastava un guardiano notturno o un attacco di nirbuso degli armali all'avvicinarsi di uno straneo. Eppure era andato lo stisso in un circo di notte, o almeno alle primissime ore del matino, ed era arrinisciuto ad ammazzare un elefante. Era un pazzo che agiva alla sprovveduta, alla comevieneviene, alla sanfaso' o era uno altrittanto pazzo ma della categoria dei puntigliosi, dei metodici?

Tutto faceva supporre che l'omo non lasciava mai spazio al caso. E appresso c'era da considerare bene il progressivo aumento di stazza delle cosiddette vittime. Sicuramente veniva a significare qualichi cosa, c'era ammucciato un messaggio da decifrare.

Doppo l'ammazzatina della capra, con una certa inquietudine lui aviva pinsato che ora doviva toccare a un omo. Inveci al posto dell'omo il pazzo aviva ammazzato uno scecco. E quindi era passato a un elefante. Ora, tra una capra e un elefante c'era posto bastevole per il corpo di un omo.

Non l'aviva fatto. Per scarsa considerazione degli omini? No, agli omini lasciava ogni volta un pizzino che dava lo stato della contrazione, qualisisiasi cosa essa significasse, e questo viniva a dire che gli omini li considerava e come. Li avvertiva di un evento imminente.

Poteva darsi che il pazzo avrebbe sparato a un omo il lunedi' che veniva e questo pirchi' metteva l'omo in cima alla piramide del regno animale. Doviva certamente essiri accussi': la prossima volta sarebbe toccato a un essere umano. L'omo infatti e', diversamente dagli altri armali, dotato di ragione. E questo lo rende superiore. O almeno accussi' si continua a cridiri, a malgrado di tutte le prove contrarie che gli omini stessi non hanno mai mancato di esibire nel corso della loro secolare storia.

La riunione principio' piu' tardo del previsto pirchi' Fazio, sulla strata di ritorno da Fiacca, aviva incontrato trafico assa'. Appena trasuto nella cammara, prui' al commissario due bossoli. Sparo' due colpi? Vede, ho pensato che se io domandavo in prestito a mio compare il bossolo e il pizzino, quello appizzava le orecchie e si cominciava giustamente a spiare perche' noi ci interessiamo tanto all'ammazzatina di un elefante. Gli ho invece contato che ero a Fiacca a trovare un amico e avevo approfittato per fargli un saluto.

L'ho fatto parlare come per caso della facenna del circo e lui mi ha fatto vedere il bossolo e il pizzino. Siccome ha dovuto nesciri per tanticchia dalla sua cammara, l'ho confrontato con quelli che mi ero portato appresso.

Il pizzino stavolta dice: "Sto per terminare di contrarmi". Le gabbie degli armali sono assistemate lontano dalle rulotte dove dormono gli inservienti e gli artisti. La domatrice ha detto che ha sentito dei cosi, quelli che fanno gli elefanti E si deve essere portato appresso puro una torcia potente, perche' Adragna mi ha detto che dalle parti delle gabbie c'era molto scuro. Siccome non poteva andare a sparare con una carabina da caccia grossa che avrebbe fatto un botto tale da arrisbigliare l'intero paisi, si e' arrampicato sulle sbarre della gabbia, arrivando praticamente all'altezza delle teste degli elefanti, e ha sparato alla vestia a mezzo metro di distanza.

Quindi ha acceso la torcia, l'ha puntata sull'occhio dell'elefante piu' vicino e ha sparato. E prosegui': "A questo punto, gli manca solo la o di Dio. Credo che abbiamo di tempo fino a domenica sira per impedire un omicidio.

Congiunto e' Egli alla Potenza sua siccome la fiamma e' congiunta ai colori suoi; le forze sue promanano dalla sua Unita' siccome dalla pupilla scura fuoriesce la luce dello sguardo. Emanate son l'una dall'altra come il profumo da un profumo e la luce da una luce. Nell'emanato vi e' tutta la Potenza dell'Emanatore, ma l'Emanatore da questo non subisce diminuzione alcuna. A questo punto, l'omo non ce la fece piu' a leggere.

Aviva l'occhi pieni di lagrime. Di cuntintizza. Anzi, di gioia. Una gioia sovrumana. Talio' il ralogio, erano le tri del matino. Si lascio' andare a un pianto convulso, sopraffatto dall'emozione. Trimava come per frevi. Si susi' reggendosi malamente sulle gambe, ando' alla finestra, la rapri'. Tirava un vento gelido. L'omo si inchi' d'aria i purmuna e quindi grido'. Un grido talmente lungo che sono' come un ululato. Subito doppo, si senti' le gambe troncate di netto. Non ce la fece a reggersi addritta, s'agginocchio', il davanti della cammisa assuppato di lagrime.

Solo sette giorni mancavano all'Apparizione. Montalbano talio' il ralogio, erano le tri del matino. Che senso aviva continuare a starsene corcato senza arrinisciri in alcun modo a pigliare sonno? Si susi', ando' in cucina, si priparo' il cafe'. Tri domande continuavano a trapaniarli il ciriveddro: Pirchi' quello agiva sempre di lunedi', nelle primissime ore del matino, al principio del novo jorno? Pirchi' ci teneva tanto di fari sapiri all'urbi e all'orbo che in lui era in atto un movimento di contrazione?

Che minchia si stava contraendo? Che veniva a significare, per il pazzo, il verbo "contrarsi"? Aviva il senso di rattrappirsi, rimpiccolirsi, come diciva Mimi' Augello, o aviva un senso convenzionale e spiegabile solo con quello che passava per la mente malata dello sconosciuto?

Montalbano sintiva che la giusta interpretazione di quel verbo sarebbe stata indispensabile per arrinesciri a capire qual era l'intenzione ultima del pazzo, indovi voliva andare a parare.

C'era una risposta possibile? Non c'era. L'indomani matina presto, ch'era martedi', s'appresento' in ufficio con gli occhi arrussicati per la mancanza di sonno e con un umore fituso gia' di suo, ma che viniva elevato al quatrato dalla jornata fridda e vintosa. Praticamente tutta la notte. Il fanatico, perche' ormai questo e' certo, e' inutile ammucciarcelo, e' sicuramente uno che e' nato e cresciuto a Vigata.

Intanto, conosce benissimo chi sono i proprietari di certi armali e come fanno di cognome. Queste notizie o stanno scritte nei registri municipali o si sanno per conoscenza diretta.

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O che in un allevamento di polli ci sono polli? E tu lo sapevi che il signor Ottone aveva una capra e De Dominici uno scecco? Montalbano non volle attaccare turilla, prosegui': "Ed e' pirsona istruita. Ha la grafia di chi e' abituato a scrivere. Uno che ha gli anni suoi difficile che si mette a scassinare catenacci, a girare campagne campagne di notte, ad acchianare sulle gabbie E sto infatti rispondendo. Il fanatismo porta a fare cose impensabili, ti da una forza che non sospettavi d'avere, un coraggio che manco te lo sognavi.

E poi non e' detto che agisca lui personalmente. Puo' mandare qualche altro fornito di pistola e biglietto. Un adepto. Adesso facciamo cosi'. Tu, Mimi', vai all'ufficio anagrafe e ti fai dare l'elenco di tutti quelli il cui cognome principia con la vocale o.

Non saranno centomila. E che tri dei cinque mascoli sono maritati e hanno a loro volta dei figli. Che sei uno stronzo non avevo dubbi, ma non avevo mai supposto che potevi raggiungere livelli tanto elevati. Complimenti vivissimi. Ad maiora. E ora levati dalle palle. Vedi se la facenna dell'ammazzatina di questi armali e' trapelata e, in caso, che ne pensa la gente. Ah, un'altra cosa: metti uno dei nostri appresso a Ottone, quello della capra.

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Ha la disgrazia del cognome che principia con la o. Non vorrei che il fanatico torna da lui e l'ammazza, macari prima di lunedi', cosi' risparmia tempo e fatica di cercare. Non aviva nisciuna gana di mangiare, si sentiva la bocca dello stomaco inserrata.

Prioccupato era, ma soprattutto scontento di se'. Certo, era arrinisciuto a scoprire il collegamento tra i fatti, era stato capace di prevedere forse la prossima mossa del fanatico, ma tutto questo non serviva a nenti se non ce la faceva a scoprire qual era l'idea maniacale, l'intendimento che aveva fatto nido nel ciriveddro bacato dello sconosciuto e che lo spingeva ad agire. Non che lui fosse convinto che alla base di ogni delitto dovesse per forza esserci un movente preciso e razionale. Una volta, a questo proposito, aviva liggiuto un libretto di Max Aub, Delitti esemplari, che, passato il divertimento, gli era servito meglio di un trattato di psicologia.

Pero' era altrittanto vero che piu' ne sai della pirsona che cerchi e piu' probabilita' hai di trovarla. Squillo' il telefono. Forse la meglio era contarle tutta la verita'. Tiro' un respiro funnuto e si butto' in apnea tra le parole da dire. Te lo sei scordato? Non posso avere gli orari e i tempi di un impiegato.

Ho per le mani un'indagine molto, molto complessa. C'e' stata tutta una serie di ammazzatine Montalbano esito'. Poi ha fatto fuori un pollo e quindi Possibile che non veniva mai creduto, ne' quando diceva la verita' ne' quando non la diceva? Forse avrebbe dovuto mettere le parole in un ordine diverso, usarne altre Le parole.

Cristo, le parole! Aveva scelto quelle giuste parlando dell'ammazzatore d'armali, l'aviva definito un pazzo religioso, un fanatico, uno che si credeva Dio, o che perlomeno aviva rapporti diretti con lui, e non aviva saputo tirare le conseguenze delle sue stesse parole! Che imbecille che era stato! Quella era la strata che andava seguita senza perdiri altro tempo. Compose, nirbuso, un numero al telefono. Lo sbaglio' per l'agitazione.

Ce la fece al terzo tentativo. Montalbano sono. Sto andando in trasmissione. Se mi prepari un piatto di pasta, ti vengo a trovare a Marinella passata mezzanotte, dopo l'ultimo notiziario. Che hai? Mi fai venire la preoccupazione se proprio tu mi vieni a dire che non hai gana di mangiare.

Avanti, parla. Via via che parlava, Zito si faciva sempre piu' attento. Penso pero' che, al momento attuale, sia piu' probabile il secondo finale. Ho assoluto bisogno che tu mi metta subito in contatto con Alcide Maraventano. Abitava a Gallotta, un paisuzzo vicino a Montelusa, forse era stato un parrino o forse no, certo era che la testa gli funzionava a corrente alternata.

Indossava sempri una specie di tonaca che da nivura era col tempo addivintata virdastra come la muffa: essendo spaventosamente sicco, pariva uno scheletro nisciuto allura allura dalla tomba, ma misteriosamente vivente.

La sua casa era un'enorme catapecchia cadente, priva di telefono e di luce elettrica, in compenso tanto stipata di libri che non c'era posto per assittarsi. Mentri parlava, usava ciucciare latte con un biberon da picciliddro.

A sentire quel nome, Zito fece una smorfia.

Quel poco sciato che gli resta dice che gli e' necessario per permettergli di respirare per i giorni che mancano alla fine. Certo che gli anni suoi ce l'ha. Deve essere piu' che novantino. Te la scordasti quella prighera che ti feci aieri a sira?

Una matinata intera sto pirdendo! Non lo sai che Alcide non ha telefono e che bisogna mandare qualcuno a parlargli?

Solo un quarto d'ora fa ho trovato a Gallotta un volontario. Aspetto risposta. Alcide Maraventano era disposto a ricevere Montalbano. Ma la visita doviva essere breve. E inoltri il commissario doviva andarci da solo. In caso contrario la porta di casa non sarebbe stata aperta. L'abitazione di Alcide Maraventano era come se la ricordava, le persiane scardinate, l'intonaco caduto a pezzi, le finestri coi vetri rotti sostituiti da cartoni e assi di legno, il cancello di ferro mezzo sdirrupato.

Solo quello che una volta era l'ammasso informe del giardino del parrino o forse no era ora addivintato una specie di foresta equatoriale. Montalbano rimpianse di non avere portato con se' un machete. Si districo' tra i rami e i rovi, si fece uno strappo nella giacchetta e santiando arrivo' davanti alla porta che era chiusa.

Tuppio' col pugno. Nisciuna risposta. Allura Montalbano rituppio' con due cavuci potenti. Trasi' nello stesso cammarone dell'altra volta, accuposo di libri messi dovunque, a pile fino al soffitto, per terra, sui mobili, sulle seggie. Il parrino o forse no era assittato al suo solito posto darre un tavolo traballante, in bocca tiniva un termometro gigantesco.

Poi faccio le proporzioni" disse il parrino o forse no levandolo per un momento dalla bocca e rimettendolo subito a posto. No, quello e' un controllino che faccio di tanto in tanto.