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SUONERIA PER UN PUGNO DI DOLLARI SCARICA


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    Nome: suoneria per un pugno di dollari
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    Anche per questo motivo, inizialmente, il genere fu visto con diffidenza dagli americani il termine stesso spaghetti-western aveva infatti anche un sottinteso vagamente dispregiativo : alle differenze stilistiche si aggiungeva infatti una sorta di dissacrazione del mito del west, che aveva l'aggravante, dal loro punto di vista, di provenire da autori non americani.

    Un tema assente nei western all'italiana è anche la guerra ai " pellirosse ", caratteristica dovuta alla oggettiva difficoltà nel reperire in Europa attori con una credibile fisionomia da "pellerossa", ma probabilmente dovuta anche al fatto che gli autori e il pubblico, non essendo americani, non avvertivano il bisogno di giustificare la guerra ai nativi.

    Gli spaghetti-western venivano talvolta girati nel deserto di Tabernas nella provincia di Almería Andalusia, Spagna , dove furono realizzate molte scenografie e vere e proprie cittadelle western tuttora esistenti e riconvertite all'uso turistico con parchi tematici che sfruttavano l'ambiente naturale desertico circostante, molto simile a quello americano, ma ovviamente meno costoso. Molte altre pellicole furono ambientate in luoghi dell' Italia centrale specie del Lazio e del Sud Italia.

    Le locazioni più usate erano la piana carsica di Camposecco , presso Camerata Nuova ai confini fra Lazio e Abruzzo , il parco della Valle del Treia fra Roma e Viterbo , le zone di Bassano Romano e Formello all'epoca scarsamente urbanizzate , le cave di travertino presso Tivoli Terme e la campagna di Lunghezza alla periferia di Roma, e ancora i Piani di Castelluccio , nei pressi di Norcia , i rilievi dell' Amiata e del Gran Sasso.

    Furono girate delle scene di alcuni film anche nel Tavoliere delle Puglie in prossimità del Gargano , dove il territorio assume i tipici caratteri di desolazione e di vegetazione selvaggia, compresa la presenza di cactus. In Calabria il luogo prediletto dei registi si trovava nei territori collinari, e desertici d'estate, tra Mesoraca e Isola di Capo Rizzuto.

    Temi ricorrenti dei western girati in Spagna dove si ricorreva a comparse locali erano la Rivoluzione messicana , i banditi messicani e la zona "calda" del confine tra il Messico e gli USA. Tipici del genere sono anche i titoli, particolari e quasi "parlanti", delle vere e proprie frasi che rispecchiano gli stereotipi delle pellicole vedasi filmografia a fondo pagina , al pari dei nomi e soprattutto dei soprannomi dei personaggi: Trinità , Alleluja , il Magnifico Altrettanto caratterizzante è la presenza ricorrente di alcuni personaggi, Django , Sartana , Sabata , per citare i più famosi, a creare delle saghe a volte lunghe anche una decina di film, che puntavano molto sul richiamo del personaggio già noto al pubblico, oppure creando ogni volta nuovi protagonisti molto simili tra loro ci sono svariati Joe ed altrettanti Colt , vedasi anche qui la filmografia.

    Un elemento caratteristico è la presenza di molte sparatorie e l'uccisione di molte persone, soprattutto da parte del "buono" che si fa giustizia da solo. In questo contesto rientra anche la presenza costante del duello, spesso alla fine del film, vero apice di tutta la vicenda. Altro elemento che ha reso questo genere molto caratteristico e di culto è lo stile delle locandine dei film, per la maggior parte realizzate dall'italiano Renato Casaro.

    Frequente nei western all'italiana fu anche la presenza di attori bambini generalmente in ruoli di comprimario ma in due pellicole come assoluti protagonisti: Kid il monello del West e L'ostaggio In realtà, come abbiamo avuto modo di vedere, accanto a produzioni di carattere esclusivamente commerciale e senza pretese artistiche, figurano opere come la già citata trilogia del dollaro e C'era una volta il West , considerate concordemente dalla critica delle pietre miliari della storia del cinema.

    Castellari , Lucio Fulci e Sergio Sollima si cimentarono nel genere, spesso con buoni risultati qualitativi. Non vi è dubbio comunque che lo spaghetti-western , per il tipo di personaggi e di situazioni rappresentate, abbia dato un'ulteriore spinta, anche negli Stati Uniti, verso un revisionismo del western.

    Un pugno di dollari

    Già dalla fine degli anni sessanta gli stessi americani infatti dovettero fare i conti col nuovo stile rimbalzato dall' Europa e imposto da Sergio Leone , tanto che già dalla prima metà degli anni settanta in molti western prodotti negli Stati Uniti si nota una diversa impostazione di personaggi e situazioni, che si fa via via più vicina a quella dello spaghetti-western di qualità, piuttosto che al western classico alla John Ford. È dei primi anni settanta l'infatuazione di molti produttori giamaicani di musica reggae , e in particolare di Lee "Scratch" Perry , per il western all'italiana; passione che li porta a pubblicare molti brani ispirati da film e da personaggi di questo genere cinematografico.

    In particolare Lee Perry pubblica alcuni album ispirati al genere: l'album del Return of Django contenente l'omonima e famosa canzone, dove il titolo è un esplicito riferimento al film Django di Sergio Corbucci del ; l'album del Clint Eastwood con brani quali For A Few Dollars More dal film Per qualche dollaro in più di Sergio Leone e Clint Eastwood , l'album del The Good, the Bad and the Upsetters chiaramente ispirato dal film di Sergio Leone, Il buono, il brutto, il cattivo ; l'album del Eastwood Rides Again.

    Sulle copertine di molti di questi dischi Perry e i componenti degli Upsetters backing band di Perry appaiono addirittura vestiti da cowboy con tanto di cappello, speroni, pistola e cavallo. Alcune raccolte hanno recentemente cercato di testimoniare la grande influenza degli spaghetti-western sulla musica reggae delle origini:. Come si è già avuto modo di indicare, nel si è svolta una retrospettiva, nell'ambito della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che ha voluto rendere omaggio al genere, fino a quel momento rivalutato solamente nel libro di saggistica C'era una volta il Western Italiano di [[Lorenzo De Luca]], , vedi bibliografia.

    L'iniziativa si proponeva non solo di fornire allo spettatore una veduta d'insieme del western italiano, ma anche e soprattutto di rivalutare molti film stroncati o trascurati in passato dalla critica.

    In tale ottica va vista l'assenza dalla manifestazione dei capolavori di Sergio Leone, la cui fama e il cui prestigio internazionale erano, e sono, fuori discussione.

    La retrospettiva, curata da Manlio Gomarasca e Marco Giusti includeva ben 32 titoli:.