Skip to content

BREMENHOBBIES.US

Bremen Condivisione Cloud

TESTO GONGYO SCARICA


    Gongyo è la lettura di una porzione del capitolo Hoben (Espedienti) e del Capitolo 6 a pag NOTE DI PRONUNCIA Il testo del Sutra è trascritto in caratteri latini . Download Full EPUB Ebook here { BremenHobbies.us }. Con il termine Gongyo (giapp. pratica assidua) si intende, in senso proprio, l' intero rito quotidiano, che comprende la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (la . annunciata una versione aggiornata delle preghiere silenziose, parte integrante della cerimonia quotidiana di Gongyo. Clicca sui link per scaricare i testi. TESTO GONGYO SCARICA - I Dati degli Aderenti saranno conservati e trattati conformemente agli Scopi sopra esposti fino a quando la Persona risulterà iscritta. SUTRA del LOTO IN CARATTERI SINO-GIAPPONESI (COME in GONGYO) .. alla voce biblioteca, è possibile consultare una nutrita serie di testi sul Buddismo. Inoltre si può scaricare gratuitamente qualsiasi file e conservarlo nel proprio.

    Nome: testo gongyo
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
    Licenza:Solo per uso personale
    Dimensione del file:37.50 Megabytes

    TESTO GONGYO SCARICA

    Con il termine Gongyo trad. Essa si svolge mattina e sera davanti al Gohonzon. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo stiamo recitando il nome della natura di Budda che esiste nella nostra vita e in quella degli altri, e al tempo stesso la stiamo risvegliando.

    Ikeda, Il raggiungimento della buddità in questa esistenza , Esperia, Milano, , p. Da questo punto di vista, il rito fondamentale è la recitazione del Daimoku. Leggi le Impostazioni e la Privacy Policy. Adempimento degli obblighi previsti dal Contratto di Lavoro.

    Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Categoria : Buddhismo giapponese.

    Categorie nascoste: Senza fonti - buddhismo Senza fonti - luglio Chiarire. La cerimonia di Gongyo riproduce il ritmo del sole che sorge ogni mattina e tramonta ogni sera, permettendoci, come spiega Nichiren nella Raccolta degli insegnamenti orali, di rivelare in ogni istante della giornata la nostra vera identità originale: quella di Budda dal tempo senza inizio.

    Qual è il modo migliore per imparare a fare Gongyo? Il modo migliore per imparare a fare Gongyo è recitarlo con altri praticanti, chiedendo a qualcuno di aiutarci a impararlo e recitandolo lentamente. Esiste anche la possibilità, per esercitarsi, di scaricare una versione mp3 di Gongyo sul sito della Soka Gakkai americana www-sgi-usa.

    È disponibile una nuova versione italiana del libretto, che contiene una descrizione dettagliata della cerimonia di Gongyo, la pronuncia corretta e la traduzione del testo del Sutra del Loto. Ho sentito dire che nel passato la recitazione di Gongyo era molto più impegnativa.

    È vero? Dall'autunno del la Soka Gakkai ha adottato una nuova forma di Gongyo che comprende la recitazione di una parte del capitolo Espedienti e la sezione in versi del capitolo Durata della vita, assieme alla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo. Questa scelta è stata fatta per andare incontro alle mutate esigenze della società attuale. La mattina vado sempre di corsa e quando rientro a casa a tarda notte mi resta difficile fare Gongyo.

    In questa situazione va bene recitare solo il Daimoku? Saltare Gongyo occasionalmente non cancella gli sforzi fatti in precedenza. Non c'è alcuna ragione di prendersela con se stessi o di soffrire perché non si è riusciti a fare Gongyo. La cosa importante è continuare a sfidarsi nel pregare tutti i giorni di fronte al Gohonzon.

    Qual è la giusta velocità con cui recitare Gongyo e Daimoku? Il ritmo ideale è sostenuto e vigoroso, ma non preoccupatevi troppo della velocità, scegliete il ritmo che vi sembra più naturale e confortevole.

    È invece importante non disturbare i vicini di casa e le persone con cui si convive, evitando di recitare Gongyo e Daimoku a voce troppo alta. Mattina e sera recitiamo Gongyo con vigore davanti al Gohonzon. In questo modo viviamo sempre "insieme al Budda". Questo è l'insegnamento del Buddismo del Daishonin. Inoltre, in ogni momento ci risvegliamo alla grande forza vitale della Buddità che è in noi dal tempo senza inizio, e la manifestiamo nella nostra vita. A causa del lavoro gli orari in cui faccio Gongyo mattina e sera sono sempre diversi, è corretto?

    Non esiste un orario predeterminato in cui fare Gongyo mattina e sera, il consiglio è di scegliere l'orario migliore in base ai propri ritmi di vita o agli orari di lavoro e impegni personali. Articoli Riviste Nuovo Rinascimento. Anonimo 18 aprile Benedetta 28 dicembre Vito 1 gennaio Anonimo 2 febbraio Michele 20 marzo Unknown 6 agosto Massimo 3 aprile Massimo 4 aprile Massimo 7 aprile Martina 12 maggio Nadi 31 maggio Anonimo 7 giugno Adriana 25 luglio Anonimo 11 ottobre Gianna 19 maggio Anonimo 30 gennaio Anonimo 23 febbraio Anonimo 24 febbraio Manu 6 aprile Johnny 13 giugno Walter 8 ottobre Anonimo 27 maggio Silvano Bottaro 27 maggio Anonimo 14 giugno Andrea 15 giugno Luisa 25 giugno Sections of this page.

    Accessibility Help. Email or Phone Password Forgot account? See more of Buddismo Nichiren Indipendente on Facebook. Log In. Forgot account? Not Now. Visitor Posts. Massimiliano Nissho Shonin Ulivoli. Da quando sono nato a oggi, io, Nichiren, non ho avuto un momento di Stai tranquillo: benché non si possa conoscere la durata della propria vita e della vita degli altri, al momento della tua morte Nichiren sarà sicuramente con te e ti accompagnerà nel passaggio fra questa vita e la prossima.

    Tutti i Budda del passato, presente e futuro, raggiungono l'illuminazione tra l'ora del bue e l'ora della tigre Nei tre paesi, India, Cina e Giappone, il luogo prescelto per il culto buddista è orientato verso la Porta dei demoni Questi sono insegnamenti segreti trasmessi da maestro a discepolo. See More. Continue Reading. Alessandro Borzaga See More. Buddismo Nichiren Indipendente shared a link. Buddismo Nichiren Indipendente shared a post.

    Buddismo Nichiren Sicilia. Lo scopo di questo gruppo è creare elementi di condivisione, incontri di recitazione e di studio tra i vari praticanti sparsi nell'isola. Siamo per la fratellanza tra le varie scuole Nichireniste pertanto possono aderire praticanti indipendenti, membri di organizzazioni e naturalmente curiosi e principianti. Tra le varie attività e opportunità proposte ci sarà anche la visita alla Pagoda della Pace di Comiso in provincia di Ragusa, Tempio della scu In pratica, recitare Nam-myoho-renge-kyo risveglia il mondo di Buddit inerente alla nostra Nam-myoho-rengevita e lo fa risuonare con la Buddit delluniverso.

    Di seguito vengono analizzati uno ad uno i differenti ideogrammi ed i loro principali significati. Namu abbreviato in nam deriva dal sanscrito namas, che significa lode, onore, devozione, e viene tradotto come dedicare la propria vita.

    Il suo significato duplice: da un lato significa entrare in armonia con la Legge, dallaltro significa attingere da questa fusione lenergia e la saggezza necessarie a superare le difficolt della vita. Letteralmente myo-ho significa mistica Legge. Myo in sanscrito sad si traduce con: mistico, senza pari, insondabile; rappresenta lessenza della stessa vita.

    Ho in sanscrito Dharma si traduce in Legge e rappresenta tutti i fenomeni delluniverso, sia materiali che spirituali, che traggono sostanza da quellessenza. Renge il fiore di loto, e rappresenta il principio di simultaneit di causa ed effetto il loto lunica pianta in cui il fiore e il frutto compaiono simultaneamente. Questo carattere venne usato per tradurre il sanscrito sutra sermone , che linsegnamento della Legge. La parola Daimoku formata da due ideogrammi: dai, che significa "titolo", e moku, "occhio".

    Dai indica l'azione di estrarre il succo di qualcosa. Nel dizionario giapponese la definizione di Daimoku : "Il contenuto di un libro o di un trattato espresso in sintesi". Il Daimoku, nel Buddismo del Daishonin, Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren pronunci per la prima volta il 28 aprile Dunque il Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo, il succo del Buddismo.

    Letteralmente il titolo del Sutra del Loto, ma in realt il succo dell'intero Buddismo, il nome della Legge universale.

    I capitoli Hoben e Juryo

    Spesso con la parola Daimoku si indica erroneamente il titolo del Sutra del Loto, che Myoho-renge-kyo. Ma in realt il Daimoku molto di pi di un semplice titolo: Nam-myohorenge-kyo la Legge, il nome del Budda - questo diceva Toda - e infatti la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo la "pratica" della scuola Nichiren.

    Nel Buddismo di Nichiren "fare" equivale a recitare Daimoku. Se avviciniamo il nostro cuore alla compassione di Nichiren, quando recitiamo Daimoku manifestiamo immediatamente la nostra natura di Budda.

    Il Daishonin dice che la felicit pi grande recitare Daimoku e usare la propria vita, ogni situazione della propria vita, per gli altri. Usando ogni situazione per gli altri scompare del tutto l'attaccamento al proprio desiderio.

    Scarica delle canzoni di Soka Gakkai

    Facendo cos si sta gi mettendo in pratica la compassione di Nichiren, o il pensiero del Budda. Quindi sono importanti il pensiero e la motivazione che ci spingono a recitare Daimoku, e le azioni concrete che compiamo nella vita quotidiana. Ciascuno di noi riesce a pregare a seconda di quello che pensa. Perci bisogna sforzarsi di avere il cuore sempre pi grande, il pi possibile.

    Desiderare che tutte le persone, senza alcuna eccezione, diventino felici. L'efficacia della preghiera dipende da quanto profondo e forte il desiderio della felicit delle altre persone. Ed difficile, normalmente, pensare e agire per le altre persone. Nam-myoho-rengeNon c' felicit pi grande per gli esseri umani che recitare Nam-myoho-renge-kyo. Nella frase che apre questo Gosho Felicit in questo mondo, SND, 4, il Daishonin dichiara che il massimo della felicit che noi tutti stiamo cercando consiste nel recitare Nam-myoho-renge-kyo.

    Intesa fra Stato e Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

    Questa affermazione sbalorditiva, al tempo stesso semplice e straordinariamente profonda, contenendo l'essenza dell'insegnamento di Nichiren. Ognuno di noi aspira alla felicit, e pi o meno esplicitamente si comporta in modo da poterla ottenere, per lo meno cercando di avvicinarvisi. Tuttavia estremamente difficile trovare qualcuno che si possa definire felice.

    Ci dipende innanzitutto dalle illusioni su cosa sia effettivamente la felicit, cosa ci possa fare davvero felici e quali siano i mezzi per ottenere questa condizione. La felicit di cui parla il Daishonin la felicit assoluta dello stato di Budda, che non viene influenzata dalle circostanze esterne poich scaturisce direttamente dalla vita stessa. Il Daishonin la chiama anche "gioia che deriva dalla Legge".

    Questo tipo di gioia noi la otteniamo e la proviamo in prima persona, dipende solo e unicamente da noi stessi. Vincendo la tendenza a incolpare dei propri problemi qualcun altro o qualcos'altro, lo stato vitale si dilata enormemente. A quel punto possibile gustare liberamente tutta la gioia che deriva dalla Legge Daisaku Ikeda, Gli. Dunque, recitare Daimoku la strada per arrivare a provare questo tipo di gioia ma, ancora di pi, di per s fonte di gioia.

    Di solito, all'inizio della pratica, si ritiene che il Daimoku sia soprattutto un mezzo per risolvere i problemi e realizzare i desideri, sottintendendo che la presenza di problemi e desideri a costituire un ostacolo alla nostra felicit.

    Invece, approfondendo il punto di vista del Buddismo, si scopre che quella che deriva dalla realizzazione dei desideri una felicit relativa in quanto "in relazione" con i fenomeni e dunque soggetta a continui mutamenti, mentre ci che resta come felicit pi duratura il modo in cui si arrivati al cambiamento: l'emergere di quello stato vitale fresco, disincantato, risvegliato. Di quella forza e chiarezza che ridimensiona tutte le paure.

    Per questo Nichiren spiega che problemi e desideri non sono altro che un mezzo, un'occasione per recitare Daimoku.

    In altre parole, la felicit vera non un effetto della pratica, ma la pratica stessa. Il Daishonin dice che la felicit Secondo il Buddismo di Nichiren Daishonin Nam-myoho-renge-kyo il nome della Legge che regola l'universo, la Legge di causa ed effetto. Nam Myo Renge Kyo la nostra vita che pulsa.

    Nam Myo Renge Kyo il nostro cuore che batte forte. E il sangue che scorre nelle nostre vene E ci d calore. E laria che respiriamo, la chiave che apre tutte le porte. Nam Myo Renge Kyo il ruggito del leone Che fa eco nelluniverso.

    Lo senti che incalza e smuove Ogni cosa. E il ritmo della nostra vita, come decidiamo di viverLa. E dentro che pulsa Forte e si manifesta con la gioia, Lamore e il rispetto per la vita, per noi stessi.

    Noi esseri umani meravigliosi, dotati di ogni strumento per essere felici. Noi siamo la forza che Pu cambiare il mondo. Recitare N. Maria I. Scrive il Daishonin: Questo mndala non in alcun modo uninvenzione di Nichiren. E loggetto In esso sono rappresentati tutti i dieci mondi, illuminati da Nam-myoho-rengekyo, la Legge mistica iscritta al centro del Gohonzon, e in tal modo rivelano la loro intrinseca natura illimitata. Liscrizione Nam-myoho-renge-kyo Nichiren al centro del Gohonzon indica lunicit di Nam-myoho-rengeNichiren Nam persona e Legge ninpo ikka.

    I Budda Shakyamuni e Taho rappresentano la fusione di realt e saggezza Kyochi myogo. Nichiren spiega: Non cercare mai questo Gohonzon allinfuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne mortale di noi, persone comuni, che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo. Il Gohonzon rappresenta quindi la causa esterna per far emergere la Buddit da dentro noi stessi.

    Non un talismano e non ha alcun potere autonomo di irradiare benefici; possiede i poteri del Budda e della Legge, ma per attivarlo sono necessari i poteri della fede e della pratica. La mappa della vita Cosa c' scritto nel Gohonzon? Questo mandala non in alcun modo un'invenzione di Nichiren.

    I cinque caratteri del Sutra del Loto sono iscritti al centro della Torre preziosa, mentre i quattro Re celesti sono seduti ai quattro angoli. Seduti sotto di loro sono i bodhisattva Fugen e Monju e gli uomini di Studio, inclusi Shariputra e Maudgalyayana. A fianco di questi stanno gli di del sole e della luna, il Demone del sesto cielo, il Re Drago e Ashura; Fudo e Aizen si collocano rispettivamente a sud e a nord.

    Ci sono anche il perfido traditore Devadatta e l'ignorante figlia del Re dei Naga. Il demone Kishimojin appare con le sue dieci figlie, che succhiano la linfa vitale delle persone in tutto l'universo.

    Sono presenti anche le divinit guardiane del Giappone: Tensho Daijin e il bodhisattva Hachiman in rappresentanza dei sette ranghi di di celesti, dei cinque ranghi di di terreni e di tutte le altre divinit maggiori e minori. Dal momento che tutti gli di appaiono nella loro essenza, devono apparire anche nelle loro manifestazioni. Il capitolo Hoto afferma: "Tutta l'assemblea stava sollevata in aria". Nel Gohonzon dimorano tutti i Budda, bodhisattva e Illuminati dai cinque caratteri della Legge mistica, rivelano la natura illuminata che possiedono intrinsecamente.

    Un'immagine da leggere con il cuore, pi che con gli occhi. Anzi, concentrarsi sul significato di ogni singolo ideogramma pu addirittura allontanarci dal sentire quella profonda relazione con la vita del Budda che Nichiren voleva esprimere iscrivendo il Gohonzon.

    La Torre preziosa Questa allora la scena che abbiamo davanti agli occhi: in alto Shakyamuni e Taho, l'uno che espone il Sutra del Loto, l'altro che ascolta rapito e beato ed esclama: Eccellente, eccellente!

    SDL, Di lato, di sotto, a destra e a sinistra, Budda, bodhisattva, re, divinit protettrici, esseri divini ma anche demoniaci. Tutti "seduti" intorno a Namu-myoho-renge-kyo e a Nichiren, come se rendessero omaggio a questa Legge universale, come se partecipassero a una cerimonia il cui centro, Nam-myoho-renge-kyo, risuona e risplende.

    E in effetti partecipano davvero a una cerimonia. La cerimonia dell'apparizione della Torre preziosa, che emerge dalla terra e si libra in cielo, raccontata nell'undicesimo capitolo del Sutra del Loto. Una scena di grande meraviglia, di infinita magia, che rende con parole poetiche e toccanti quello che si riesce a percepire sedendosi di fronte al Gohonzon e recitando Nam-myoho-renge-kyo. Cos si sente che la vita infinita.

    Che un accumulo di gioielli. Che vasta come l'universo. Che si innalza nel cielo e affonda le radici nella terra. Che proprio l, proprio dove queste radici si ramificano, diventano forti, crescono e si nutrono, proprio l dove ci sono la sofferenza e l'arroganza, il dolore e la gioia, proprio l, si trova anche uno stato perfetto, come un fiore di loto che emerge candido dalla melma dello stagno.

    Nello specchio della Torre preziosa cio del Gohonzon - dice Daisaku Ikeda nella Saggezza del Sutra del Loto - vediamo la Torre preziosa che esiste dentro di noi, percepiamo che noi stessi siamo la Torre preziosa La saggezza del Sutra del Loto, Esperia, vol. Dice anche: La nostra vita una maestosa Torre preziosa, ma una verit che ci sfugge.

    Vedere la Torre La cerimonia della Torre preziosa lo specchio che ci rivela la vera entit della nostra vita. Anche il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin ispirandosi a questa cerimonia il limpido specchio in cui possiamo scorgere il nostro vero io Ibidem, p. E infatti Nichiren nel Gosho scrive: Ora, quando Nichiren e i suoi seguaci recitano Nam-myoho-renge-kyo, vedono e comprendono tutti i fenomeni come riflessi in un limpido specchio.

    Celate nelle profondit del Sutra del Loto, furono rivelate per la prima volta da Nichiren Daishonin. Perch sono segrete? Le tre grandi Leggi segrete sono: loggetto di culto honmon no honzon , linvocazione o Daimoku honmon no daimoku e lalto santuario honmon no kaidan. Il termine honmon significa essenziale ma, in questo contesto non si riferisce allinsegnamento essenziale del Sutra del Loto inteso come i secondi quattordici capitoli del sutra, bens alla sua dottrina fondamentale che, come Nichiren insegn, nascosta nelle profondit del capitolo Juryo Durata della vita del Tathagata SND, 1, Si chiamano leggi segrete perch n Shakyamuni n i suoi successori, in India o in Cina, le rivelarono mai esplicitamente; esse rimasero celate nel testo del sedicesimo capitolo del Sutra del Loto sino a quando non furono rivelate da Nichiren Daishonin.

    Inoltre si considerano segrete perch vanno oltre le capacit di comprensione dei comuni mortali. Precetti, meditazione, saggezza Nel corso della sua vita Shakyamuni espose un enorme numero di insegnamenti, preparandosi a rivelare il suo messaggio fondamentale nel Sutra del Loto. E poich nel sutra sono implicite le tre grandi Leggi segrete, i discepoli diretti di Shakyamuni furono in Ma, nellUltimo giorno della Legge, il periodo che inizia duemila anni dopo la morte di Shakyamuni, le condizioni del mondo erano tali che le persone non potevano pi ottenere lIlluminazione attraverso il Sutra del Loto cos come Shakyamuni lo aveva insegnato.

    Perci Nichiren Daishonin decise di rivelare esplicitamente le tre grandi Leggi segrete. La Legge che permise a Shakyamuni di ottenere lIlluminazione nel remoto passato la verit fondamentale senza inizio n fine che Nichiren Daishonin defin Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete. Nichiren materializz la sua stessa vita, o ichinen sanzen concreto, nella forma del Gohonzon e insegn che, abbracciandolo, tutte le persone possono manifestare la loro Buddit innata.

    Tradizionalmente, nel Buddismo ci sono tre tipi di discipline in cui i praticanti dovrebbero perfezionarsi sempre di pi: i precetti, la meditazione e la saggezza. Secondo Nichiren, nellUltimo giorno della Legge, esse corrispondono alle tre grandi Leggi segrete. I precetti corrispondono allalto santuario, la meditazione alloggetto di culto e la saggezza allinvocazione o Daimoku.

    Sei leggi che diventano una La prima grande Legge segreta loggetto di culto, il Dai-Gohonzon che il Daishonin iscrisse il 12 ottobre e che possiede i due aspetti della persona e della Legge. Loggetto di culto nei termini della persona Nichiren Daishonin, il Budda originale del tempo senza inizio.

    Loggetto di culto nei termini della Legge Nam-myoho-renge-kyo, il principio intrinseco in tutti i fenomeni delluniverso.

    Il Gohonzon rappresenta lunicit di Legge, Nam-myoho-renge-kyo, e persona, il Daishonin che manifest la Legge nella sua vita. La seconda Legge segreta il Daimoku o invocazione di Nam-myoho-renge-kyo, che letteralmente significa dedicare nam la propria vita a Myoho-renge-kyo. Il Daimoku corrisponde alla saggezza della Legge mistica. Anche questa seconda Legge ha due aspetti: il Daimoku della fede e quello della pratica. Il primo significa credere nel Gohonzon e il secondo significa recitare e insegnare agli altri.

    La terza grande Legge segreta, lalto santuario, corrisponde ai precetti. Osservare i precetti nel Buddismo significa impedire lerrore e fermare il male dentro di s.

    Kaidan, il termine giapponese per santuario, in origine denotava il palco per lordinazione di coloro che facevano voto di osservare i precetti monastici.

    Ma nel Buddismo di Nichiren Daishonin lunico precetto o regola abbracciare il Gohonzon e recitare Nam-myoho Perci il luogo in cui si recita Nam-myoho-renge-kyo al Gohonzon lalto santuario.

    Anchesso ha due aspetti: il santuario specifico, quello che sar eretto al tempo di kosen-rufu secondo le istruzioni di Nichiren e dove dovr essere custodito loggetto di culto da lui iscritto per tutta lumanit, e il santuario generale, che qualsiasi luogo in cui si recita davanti a un Gohonzon.

    Poich, come abbiamo visto, ognuna di queste tre grandi Leggi ha due aspetti, il ventiseiesimo patriarca Nichikan Shonin le defin anche sei grandi Leggi segrete.

    Inoltre poich linvocazione di Nam-myoho-renge-kyo diretta verso loggetto di culto e lalto santuario costruito per alloggiare loggetto di culto, questultimo, il Gohonzon, comprende in s le tre grandi Leggi segrete e per questo viene chiamato lUnica grande Legge segreta. Con questa convinzione devi mettere la tua fede in pratica SND, 4, 5. In questo brano "il nome del Budda" Nam-myoho-renge-kyo, e recitare il sutra vuol dire leggere mattina e sera il libretto di Gongyo, quindi ogni azione basata sul Gohonzon porta benefici e fortuna, perci recitare Gongyo e Daimoku sono le basi della pratica, le altre sincere offerte al Gohonzon sono un mezzo per mostrare la nostra fede e ottenere benefici.

    Per prima cosa dobbiamo avere la "convinzione" che fare offerte al nostro oggetto di culto equivale a farle a noi stessi, ad apprezzare e stimare la nostra vita per quella che e per quella che diventer, illuminata dai caratteri di Nam-myoho-renge-kyo, per cui ogni azione deve essere sincera, spontanea e non formale: anche il semplice offrire l'acqua ogni mattina un gesto che racchiude molti significati. Ma cerchiamo di saperne di pi. Per prima cosa quando riceviamo il Gohonzon, una volta a casa lo appendiamo nel butsudan, un armadietto, da tenere sempre ben spolverato, che serve a contenerlo e a proteggerlo, e che andr collocato nel posto migliore della casa, qualunque sia il tipo di casa, ovviamente agendo con buon senso e nel rispetto dei familiari o amici che dividono l'abitazione con noi.

    Il Gohonzon deve essere ben illuminato senza zone d'ombra, in modo da poterlo vedere chiaramente ed essere cos pi concentrati nella recitazione di Gongyo e Daimoku. Quali sono le offerte che generalmente dedichiamo al Gohonzon? L'offerta dell'acqua: il suo contenitore pu essere di varie forme, lo mettiamo davanti al Gohonzon prima della recitazione di Gongyo mattina e lo togliamo prima del Gongyo serale.

    Questa tradizione ha radici che si perdono nella notte dei tempi e nasce in India, la culla del Buddismo. Offrire acqua, in un paese cos torrido e siccitoso era considerato un gesto di grande riguardo e rispetto verso gli ospiti, e in seguito nacque l'usanza di donarla anche davanti alle tombe e nei templi buddisti. Essa rappresenta la purificazione della propria vita ogni giorno e anche il desiderio di mantenere una fede pulita e costante come l'acqua che scorre e non ristagna.

    L'offerta delle candele, un tempo unica fonte di luce per illuminare l'oggetto di culto e non solo, la ritroviamo in molte religioni e riti e anche in vari sutra citata l'azione di offrire al Budda la luce di lampade a olio. Generalmente sono due le candele che offriamo al Gohonzon, ma non una regola; ne possiamo mettere anche una soltanto, basta attenersi a dei semplici accorgimenti, per esempio non facendole bruciare troppo vicino al.

    Pi profondamente le candele stanno a significare la verit di non sostanzialit o potenziale della vita latente ma rappresentano anche la propriet della saggezza o la propriet spirituale illuminata del Budda e la potenziale saggezza di risvegliarci alla nostra innata natura di Budda.

    L'incenso, posto orizzontalmente nel bruciaincenso o in altro contenitore di fronte al Gohonzon, una volta acceso, serve a creare un profumo fragrante e un'atmosfera accogliente e serena in tutta la stanza mentre recitiamo Gongyo e Daimoku. Anche questa offerta, come le candele comune a molte religioni. Per anche se presente in svariate fragranze non gradito da tutti ed quindi bene bruciarlo solo se i presenti sono d'accordo.

    Nel Buddismo rappresenta la verit della Via di mezzo, la propriet essenziale del Budda o della propriet della Legge e il potenziale della nostra innata natura di Budda.

    I sempreverdi che adornano lo spazio laterale o antistante il butsudan stanno a simboleggiare l'eternit, la permanenza e la purezza della vita; esprimono anche vitalit perch le loro foglie, come l'alloro, possono perdurare anche per qualche anno di seguito. Oggi i sempreverdi sono l'offerta pi usata, ma non esiste una prescrizione che impedisca di offrire fiori o altri tipi di piante, infatti in svariati Gosho il Daishonin cita le offerte di fiori.

    Le piante, con il loro colore e profumo, hanno la funzione di rendere pi piacevole e rilassante l'ambiente dove si svolge la pratica buddista. Il suono della campana durante Gongyo serve per offrire un piacevole suono al Gohonzon e per armonizzare la recitazione; significa anche lodare il Budda. Il suo suono non deve essere forte o stridente, ma piacevole all'ascolto.