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    Una tra le principali mete degli scapigliati era quella di moderare la cultura ufficiale italiana, scagliandosi verso i dettami romantici, che consideravano languidi ed esteriori, preferendo la mescolanza di più lingue con aperture al dialetto e al gergo. Le loro forme narrative sono la novella in prosa e il romanzo a strutture composite.

    Per favorire lo sforzo bellico si era proibito l'utilizzo di cereali e frutta per la produzione di alcol. La regolamentazione inizia nel con il Codice Zanardelli.

    Nel campo sportivo vengono utilizzate sostanze come ormoni peptidici, glicoproteici e anabolizzanti.

    La guida all'esame di stato con le tracce di maturità! Il modello di previsione allora assegna la probabilità ad un insieme? Non è possibile in questo caso attribuire una probabilità a ciascun punto di? La probabilità di tale intervallo deve essere 1 per assioma.

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    Scarica tutti i temi ragioneria o le tesine ragioneria Questo sito offre materiale che potra aiutarvi nello studio, puoi trovare molte Informazioni, Appunti, Tesi, Temi, Dispense, Tesine, Riassunti e Ricerche per aiutarti nello Studio. Il tema predominante per Pavese è il mito, cioè, l indistinto in fondo alla nostra coscienza, l elemento primordiale della coscienza e che attraverso il periodo dell infanzia e dell adolescenza prefigura il nostro rapporto con le cose, o meglio, il nostro destino umano.

    Egli considera il luogo della nascita e dell infanzia come un emblema del destino di libertà e di autenticità propria di ogni uomo. Una sua opera maggiore di realismo simbolico è senza dubbio Paesi tuoi, considerato, erroneamente, dalla critica del tempo come un romanzo neorealista che raccontava semplicemente una tragedia rusticana di fine Ottocento. Il giudizio della critica ovviamente non piacque a Pavese. La letteratura americana era una letteratura giovane e proprio per questo non appesantita da una tradizione letteraria secolare, come era invece quella del vecchio continente.

    Insieme a Vittorini, Pavese, contribuirà notevolmente alla diffusione della letteratura americana in Italia. La sua carriera come traduttore e diffusore della cultura americana nasce nel sulla rivista Cultura, dove Pavese pubblica un saggio sullo scrittore americano Sinclair Lewis, che in quell anno aveva ricevuto il premio Nobel per la letteratura, di seguito gli viene affidata la traduzione de Il nostro signor Wrenn, ha qui inizio la sua attività di traduttore.

    Vediamo innanzitutto il significato del Neorealismo:esso nasce da uno stato d animo, da una volontà di voler influire sul reale e dal bisogno di testimoniare e raccontare i fatti nel modo più reale possibile, le opere neorealistiche sono una fedele copia della realtà.

    Pavese pur avendo numerosi punti di contatto con il Neorealismo, alla cui affermazione effettivamente concorrerà, essendo stato a lungo ritenuto un maestro di questo genere, è comunque molto diverso principalmente per un motivo: lo scopo del Neorealismo è, come già detto in precedenza era riportare la realtà del periodo senza modificarla o personalizzarla quindi con l unico scopo, appunto, di raccontare i fatti.

    I personaggi dei romanzi di Pavese, in prevalenza contadini delle Langhe od operai e popolani della periferia torinese, rientrano sicuramente nella tipologia neorealista e quindi racconta anche egli la realtà, ma il suo fine, rispetto al Neorealismo, era quello di approfondire la problematica interiore ed esistenziale dell uomo.

    Doro invita l amico professore al mare, nella sua villa sulla costa ligure, ma quando questi sta per raggiungerlo al mare, improvvisamente Doro gli comunica che andrà lui a Torino per passare qualche giorno insieme e ricordare i vecchi tempi. La prima sensazione che risalta è la non descrizione fisica dei personaggi del romanzo, mentre vengono descritti minuziosamente i gesti, le posizioni e le espressioni dei personaggi.

    Il romanzo è scritto in prima persona e ruota nella sua quasi totalità intorno al personaggio del professore torinese, una persona pacata e pacifica. Il romanzo è ambientato in Italia, tra le Langhe vicino Torino, Genova e la costa ligure, l ambiente che circonda i personaggi viene descritto raramente eccetto nel caso della natura, che a tratti viene esaltata e descritta nei particolari.

    Il Pavese descrive la natura dei suoi luoghi d origine mentre solo in rari casi descrive la natura della costa ligure esalta la pianta d ulivo che ha vicino al suo alloggio in più occasioni, per poi disprezzarla quando sente di doversene andare via , trovo strano che non venga descritto quasi per niente il mare, coreografia costante di buona parte del romanzo.

    Mostra una società vuota, con il solo intento di divertirsi, molto superficiale e infatti molti dei personaggi non hanno una loro identità, non sanno cosa vogliono esattamente, sono felici, ma al tempo stesso tristi e vuoti.

    Anche in questo romanzo pavesiano notiamo un ritorno alle origini, alle Langhe, la ricerca dell infanzia. L estate finisce e con se l amicizia, ognuno ritorna alla sua vita, magari con la speranza di aver riempito in parte quel vuoto interiore.

    Racconta la storia di un meccanico, Berto, e un goffo contadino, Talino, che si conoscono in carcere a Torino, salta subito evidente che c è un confronto tra campagna e città, infatti sono uno l opposto dell altro per abitudini, atteggiamenti, personalità. Dopo aver condiviso per 15 giorni il carcere vengono rilasciati lo stesso giorno e Berto, pur non nutrendo amicizia o stima verso Talino si lascia convincere da quest ultimo a seguirlo nella sua cascina nelle campagne torinesi, che in vista della trebbiatura del grano ha bisogno di un meccanico che si occupi della trebbiatrice.

    Talino anche se goffo e campagnolo è astuto e torbido, infatti all inizio della storia pur non dimostrandosi cattivo non è mai chiaro nei suoi atteggiamenti e nelle sue parole, raccontando a Berto delle bugie. Arrivati a casa di Talino, dopo un estenuante viaggio in treno, vengono accolti da Viverra, il padre di Talino, uomo scorbutico e furbo.

    Berto subito dopo il suo arrivo comincia ad analizzare i componenti della famiglia di Talino, soprattutto le sorelle, che vengono descritte come donne rozze, dure, robuste come uomini, ma una di loro, Gisella, è diversa dalle altre, è più aggraziata, femminile, tra loro nasce giorno dopo giorno un amore, fatto di sguardi fugaci, parole sussurrate e incontri segreti.

    Tutto questo purtroppo non sfugge a Talino, che da goffo contadino che sembrava, rivela la sua vera natura malvagia e bestiale! Egli oltre che malvagio è anche un codardo, perché il fine nascosto del portare Berto nella sua cascina era quello di avere una guardia del corpo, dato che aveva molte inimicizie dovute al fatto che aveva incendiato una cascina oltre ad altre cose.

    È codardo e malvagio, perché viene alla luce che lui ha avuto rapporti incestuosi con la sorella Gisella simbolismo amore sessualità e quando si accorge del rapporto di questa con Berto si ingelosisce. Alcuni tratti del romanzo sono a dir poco stravaganti, come Berto che ogni volta che guarda le colline intorno la cascina di Talino le accosta a delle mammelle, questo evento è presente più volte nel romanzo. Dopo il mortale ferimento di Gisella si continua a lavorare come se nulla fosse successo e cosa ancor più brutta alla fine del romanzo c è un omertà, sempre presente, manifestata in modo sottile e che viene fuori prepotentemente nell ultima parte quando Talino viene salvato dall arresto.

    Il romanzo è pieno di metafore, alcune molto difficili da cogliere altre invece evidenti, come per esempio Talino faceva degli occhi da sembrare un caprone, secondo la mia opinione, voleva mettere in risalto la sua vera persona, oppure la descrizione della gente di campagna dedita solamente al lavoro, quasi senza altri valori, imbruttita all inverosimile fisicamente, quasi fossero delle bestie.

    Elemento, a mio avviso importante, è il ricordo: tornando nel paese d origine,oltre ad avere una qual sorta di nostalgia di esso, riscopre moltissime cose naturali, come le aie, i pozzi le voci, i canneti,, gli odori delle fascine, le vigne, o determinati paesaggi che, emigrando in America, si era dimenticato.

    Appena arrivato alla sua patria ritorna a rivedere i luoghi di quando era bambino, ma si sente quasi imbarazzato del suo comportamento, si vergogna dei suoi capi d abbigliamento, di non essere più in grado di andare in giro scalzo come un tempo; non riesce a convincere i suoi amici che un tempo era stato anche lui una persona semplice come tutti gli altri paesani.

    Pensa inoltre che se non avesse preso la decisione a tredici anni di andarsene, anche egli avrebbe fatto la vita da contadino e non sarebbe mai uscito dalla valle del Belbo. Non si sente a suo agio tra la gente del paese, in quanto, avendo fatto fortuna, aveva preso atteggiamenti, modi di fare e di vestire troppo differenti. Inizialmente, appena partito dalla patria, non si sente a proprio agio: infatti per le strade di Genova sente la mancanza di tante piccole cose apparentemente futili, ma per lui importanti.

    Egli si fa raccontare da Nuto, la fine dei suoi famigliari, come ad esempio il Padrino, va a trovare i suoi amici di infanzia, ma si accorge che tutto è cambiato. Egli trascorre molto tempo con Nuto, un suo vecchio amico d infanzia, che gli racconta gli avvenimenti più importanti avvenuti nel periodo della sua assenza; ricordano anche la sua famiglia, la casa e il luogo dove svolse il suo primo lavoro, quello svolto nei campi quando era giovane;racconta a Nuto del suo incontro a Genova con la ragazza americana e dei lavori che svolse là.

    In questo libro troviamo molti temi; abbiamo il tema del ritorno: il protagonista ritorna a S. Non è più il ragazzino che veniva mandato a lavorare nei campi, ma è qualcuno oggi che potrebbe essere a sua volta padrone. Sotto il punto di vista storico, tutto è cambiato:c è stata la guerra, la Resistenza, ma è cambiato soprattutto perché è cambiato lui stesso. Ultimo tema pavesiano che ricorre in questo romanzo è la morte: nelle pagine finali un personaggio, Valino, compie l eccidio della propria famiglia e dà fuoco alla casa.

    Accanto a questo c e la morte di Irene e Santina, due 7 8 delle ragazze che il protagonista aveva conosciuto da bambino. Pavese raccoglie alcuni miti: il mito della città e della campagna, della fuga e del ritorno e anche, chiaramente, il mito dell America, che rimane solo un sogno, perché in America non c è mai andato.

    Vengono inoltre narrati anche i suoi odii, i suoi interessi, la sua curiosità di conoscere e capire la vita contadina.

    La guerra del , invece, aveva veramente coinvolto tutto il mondo: in Asia, nel Pacifico e in Africa si combatté non meno aspramente che in Europa. Il conflitto travolse anche le popolazioni civili: città bombardate, campagne devastate, milioni di persone deportate in massa o costrette a fuggire dinanzi all'incalzare della guerra. I morti della prima guerra mondiale furono circa 10 milioni, quelli della seconda almeno 50 milioni, di cui forse la metà civili. Si crearono campi di sterminio simili a vere e proprie fabbriche per eliminare migliaia di uomini al giorno: 4 milioni dall'inizio alla fine della guerra, nel solo campo di Auschwitz.

    Si giunse a uccidere migliaia e migliaia di persone in pochi minuti di bombardamento aereo; la guerra si concluse con lo scoppio della bomba atomica, che da sola era bastata a distruggere una grande città. Era un'esperienza del tutto nuova per gran parte dei cittadini, e anche se molti uomini politici del mondo prefascista assunsero importanti responsabilità, è certo che il collegamento col passato, dopo le drammatiche esperienze vissute, era assai difficile.

    Al di là dei problemi politici, di fronte agli Italiani stava la tragica realtà economica. Le campagne, devastate dalla guerra e abbandonate dai contadini, producevano solo la metà del grano che veniva prodotto nel periodo prebellico. Le grandi città avevano subito massicci bombardamenti e molte erano semi distrutte: le vie di comunicazione erano interrotte per quasi un anno fu assai difficile persino il collegamento tra Milano e Roma , il materiale ferroviario quasi interamente distrutto; la flotta mercantile, prima della guerra una delle maggiori del mondo, in gran parte affondata.

    Le difficoltà di collegamento e d'approvvigionamento delle materie prime, in particolare di quelle provenienti dall'estero, impedirono che si potesse sfruttare a fondo la capacità produttiva delle nostre industrie, rimasta relativamente integra anche grazie alla vigilanza operaia le distruzioni non superavano un quarto del totale degli impianti.

    La necessità primaria era dunque di lavorare intensamente per ricostruire 8 9 il paese e a questo scopo la via più breve era il ricorso all'aiuto che ci veniva offerto dagli americani.

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    Grazie a questi aiuti e alla compressione dei salari i lavoratori, colpiti da una fortissima disoccupazione, dovettero limitare le rivendicazioni economiche si poté riavviare la macchina della produzione e stimolare l'iniziativa privata. Anche il risveglio culturale del paese fu straordinariamente vivace. L'esperienza violenta della guerra e degli anni della Resistenza, la speranza d'un futuro migliore, la caduta delle barriere che avevano isolato per tanti anni la nostra cultura da quella europea, aprirono orizzonti nuovi e stimolarono un nuovo fervore creativo.

    Si affermarono scrittori nuovi, il nuovo cinema italiano sorprese e commosse le folle del mondo.

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    Erano forme d'espressione fresche, dirette, anche crude della realtà, dopo tanti anni di retorica e di torpore morale. Bisognava tener conto, oltre tutto, dell'inserimento di fatto dell'italia nella sfera d'influenza angloamericana. Il Partito Socialista era diviso tra una maggioranza favorevole alla collaborazione coi comunisti e una minoranza che vi si opponeva. Accanto a questi "partiti di massa" si muovevano formazioni politiche minori, pur se guidate da uomini di grande prestigio: il Partito Repubblicano, che si richiamava agli ideali mazziniani; il Partito d'azione e la Democrazia del lavoro, che sarebbero scomparsi presto dalla scena politica, il Partito Liberale, conservatore e difensore dell'iniziativa privata.

    Il Partito d'azione chiese che si mantenessero in vita, come organi locali, i Comitati di Liberazione, ma non fu sostenuto dagli altri partiti, neppure della Sinistra. Gli stessi comunisti, che in pratica li controllavano, ne accettarono la soppressione, puntando le proprie carte sull'esito delle elezioni ormai prossime.

    Gli altri partiti continuarono a collaborare, nonostante l'irrigidimento nei rapporti tra i 9 10 due blocchi sul piano internazionale acuisse le divergenze politiche all'interno della nuova coalizione. Perché l'italia potesse intraprendere il suo cammino verso la ricostruzione e la democrazia, andava innanzitutto risolto il problema istituzionale decidendo, mediante un referendum nazionale, nel quale per la prima volta in Italia il voto veniva esteso alle donne, se mantenere la monarchia sabauda o dare al paese l'istituzione repubblicana.

    Nelle isole, soprattutto in Sicilia, s'era intanto sviluppata una tendenza al separatismo. Nel febbraio del l'italia siglava a Parigi il trattato di pace con le nazioni vincitrici. Oltre alle colonie e al Dodecanneso, restituito alla Grecia, l'italia cedeva l'istria e parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia e alla Francia, tra l'altro, l'alta valle Roja con Briga e Tenda. La città di TRIESTE venne posta sotto l'amministrazione angloamericana e solo nel fu restituita all'italia in cambio febbraio della cessione alla Jugoslavia dei territori a sud della città.

    All'opposizione rimasero le forze di sinistra comunisti e socialisti , sia quelle di estrema destra, che diedero vita al Partito Monarchico e al Movimento Sociale Italiano.

    L'ultimo atto unitario dei partiti usciti dalla Resistenza fu l'elaborazione della 'Costituzione', il documento su cui si sarebbe basata la nascente democrazia italiana.